Telemedicina di prossimità: da Monza parte un nuovo modello di sanità territoriale

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di Francesco Venunzio — L’analisi di Agire

Il Forum Nazionale sul Condominio Smart, svoltosi all’Autodromo Nazionale di Monza, ha rappresentato un momento di svolta per il rapporto tra amministrazione condominiale e servizi alla persona. Al centro del dibattito non c’è stata soltanto l’innovazione tecnologica degli edifici, ma un tema destinato a incidere profondamente sull’organizzazione dell’assistenza sanitaria in Italia: la telemedicina di prossimità.

La firma del protocollo di collaborazione tra ANACI, Croce Rossa Italiana e SIMA (Società Italiana di Medicina Ambientale) e la presentazione del progetto collegato al bando PNRR di AGENAS segnano l’avvio di un modello che punta a trasformare il condominio in una vera infrastruttura sociale.

Dal condominio al presidio di salute

Per anni il condominio è stato considerato esclusivamente un luogo da amministrare sotto il profilo tecnico e giuridico. Oggi, invece, emerge una nuova visione: utilizzare la rete degli amministratori come punto di riferimento per intercettare i bisogni delle persone più fragili.

L’Italia è uno dei Paesi più anziani d’Europa e il progressivo invecchiamento della popolazione impone nuovi modelli organizzativi. La risposta non può essere solo l’aumento delle strutture sanitarie, ma anche la capacità di portare i servizi direttamente vicino ai cittadini.

In questo contesto il ruolo dell’amministratore di condominio evolve: oltre alla gestione dell’edificio, può diventare un facilitatore nella diffusione di servizi di teleassistenza e telemonitoraggio, collaborando con le istituzioni sanitarie e il volontariato.

Il progetto partito da Monza

Durante il Forum è stato illustrato il progetto finanziato nell’ambito del PNRR che consentirà di offrire gratuitamente servizi di teleassistenza a 500 anziani ultraottantenni della provincia di Monza e Brianza, ai quali si aggiungono altri 250 anziani nel territorio di Treviso, grazie all’intervento dei partner del progetto.

Si tratta di un’iniziativa che rappresenta molto più di una semplice sperimentazione.

L’obiettivo è verificare come la telemedicina possa migliorare la qualità della vita delle persone fragili, ridurre gli accessi impropri ai pronto soccorso e consentire un monitoraggio continuo direttamente dall’abitazione.

La cabina di regia ANACI

Uno degli aspetti più innovativi riguarda la scelta di affidare ad ANACI il coordinamento operativo della rete territoriale.

La presenza capillare degli amministratori sul territorio costituisce infatti una risorsa organizzativa unica, capace di mettere in collegamento cittadini, enti locali, strutture sanitarie e associazioni di volontariato.

La collaborazione con la Croce Rossa Italiana garantirà il supporto operativo attraverso la propria esperienza nell’assistenza alle persone, mentre SIMA fornirà il contributo scientifico necessario allo sviluppo del progetto.

Perché la telemedicina è destinata a crescere

L’esperienza maturata durante la pandemia ha dimostrato come molte prestazioni possano essere effettuate a distanza senza ridurre la qualità dell’assistenza.

Oggi la telemedicina consente di:

  • Monitorare costantemente i parametri clinici.
  • Intervenire tempestivamente in caso di anomalie.
  • Ridurre gli spostamenti delle persone anziane.
  • Diminuire i ricoveri evitabili.
  • Alleggerire la pressione sul Servizio Sanitario Nazionale.

La vera sfida, tuttavia, non è tecnologica, ma organizzativa: costruire una rete capace di raggiungere concretamente chi ha più bisogno.

Il condominio come infrastruttura sociale

Il progetto presentato a Monza introduce un concetto nuovo: il condominio non è soltanto un insieme di appartamenti, ma una comunità nella quale possono essere sviluppati servizi di prossimità.

In prospettiva, gli studi degli amministratori potrebbero diventare punti informativi e di orientamento per numerosi servizi rivolti ai cittadini: teleassistenza, prevenzione, monitoraggio ambientale, sicurezza domestica ed efficienza energetica.

È una visione che supera il tradizionale concetto di amministrazione immobiliare e colloca il patrimonio edilizio italiano al centro delle politiche sociali.

L’analisi di Agire

L’iniziativa presentata da ANACI rappresenta uno dei progetti più innovativi oggi in corso nel settore della gestione immobiliare. Il valore non risiede esclusivamente nell’introduzione della telemedicina, ma nella costruzione di un modello di collaborazione tra professionisti, mondo scientifico, volontariato e istituzioni.

Se la sperimentazione produrrà i risultati attesi, il modello potrà essere replicato su scala nazionale, coinvolgendo migliaia di amministratori e milioni di cittadini.

La sfida dei prossimi mesi sarà trasformare questa intuizione in una rete stabile, capace di rendere il condominio uno dei principali luoghi della sanità di prossimità italiana.

Francesco Venunzio
Francesco Venunzio
Giornalista e divulgatore scientifico
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