ARERA avvia sanzioni sugli impianti elettrici non conformi: cosa devono fare subito gli amministratori

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Dalla determina ARERA 7/26 parte una stretta sui controlli: documentazione incompleta e impianti fuori norma diventano un rischio concreto per condomìni e amministratori. Ecco come prepararsi ed evitare sanzioni.

Una nuova fase di controlli: cosa sta facendo ARERA

Con la determina 7/26/DSAI-eel, l’ARERA ha avviato un procedimento sanzionatorio mirato sugli impianti elettrici non conformi, con particolare attenzione alla documentazione tecnica e agli obblighi di sicurezza.

Non si tratta di un atto isolato, ma di un segnale preciso: il tema della sicurezza impiantistica entra in una fase operativa, dove controlli e sanzioni diventano concreti. Per il mondo del condominio questo significa una cosa sola: non è più sufficiente “avere l’impianto funzionante”, serve dimostrarne la conformità documentale e normativa.

Il punto chiave: responsabilità dell’amministratore

L’amministratore, ai sensi dell’art. 1130 c.c., è tenuto a curare la conservazione e la sicurezza delle parti comuni. Nel caso degli impianti elettrici questo si traduce in tre obblighi fondamentali:

  1. Verificare la conformità degli impianti.
  2. Conservare la documentazione tecnica aggiornata.
  3. Attivare interventi immediati in caso di non conformità.

Attenzione: Il rischio non è solo tecnico, ma anche giuridico. In caso di incidente o controllo, la mancanza di documenti può configurare una responsabilità diretta in capo all’amministratore.

Quali documenti devono essere pronti?

La vera criticità oggi non è l’impianto in sé, ma il cosiddetto “fascicolo impiantistico”. Ecco la checklist minima che ogni amministratore dovrebbe avere pronta in ufficio o sul cloud:

  • Dichiarazione di Conformità (DiCo) o di Rispondenza (DiRi) ai sensi del DM 37/2008.
  • Verbali di verifica periodica (DPR 462/2001) per la messa a terra.
  • Eventuali certificazioni di adeguamento.
  • Registro manutenzioni ordinario.
  • Documentazione relativa a interventi straordinari.

Se anche uno solo di questi elementi manca, il condominio è formalmente esposto a sanzioni.

Gli errori più frequenti nei condomìni

Dall’esperienza sul campo emergono criticità ricorrenti che attirano l’attenzione degli ispettori:

  • Documentazione incompleta o totalmente irreperibile.
  • Impianti modificati negli anni senza il relativo aggiornamento delle certificazioni.
  • Verifiche periodiche (biennali o quinquennali) mai effettuate o scadute.
  • Archivi tecnici cartacei disorganizzati e non digitalizzati.

Il problema è spesso culturale: la sicurezza viene ancora gestita come un’emergenza e non come un processo preventivo costante.

Cosa fare subito: piano operativo in 5 mosse

Per evitare sanzioni e blindare la propria posizione professionale, l’amministratore deve agire con metodo seguendo questi step:

  1. Censimento: Mappare tutti gli impianti elettrici attivi nel condominio.
  2. Gap Analysis: Verificare la presenza fisica della documentazione obbligatoria.
  3. Audit Tecnico: Incaricare un professionista abilitato per un controllo di conformità.
  4. Planning: Pianificare in assemblea gli eventuali interventi di adeguamento necessari.
  5. Digitalizzazione: Creare un archivio digitale protetto e sempre aggiornato.

Verso il condominio digitale: il ruolo del RAS

Il tema della stretta ARERA si collega direttamente al Registro Anagrafe Sicurezza (RAS), pilastro della gestione moderna. Digitalizzare la documentazione tramite il RAS permette di:

  • Avere tutto disponibile in tempo reale in caso di controllo improvviso.
  • Ricevere alert automatici su scadenze e verifiche di legge.
  • Ridurre drasticamente il margine di errore e la responsabilità oggettiva.

Non è più una scelta tecnologica opzionale, ma una necessità gestionale per proteggere lo studio.

Conclusione

La determina ARERA 7/26 segna un passaggio chiave: la sicurezza impiantistica entra in una fase di controllo reale e sistematico. Per gli amministratori il messaggio è chiaro: chi non è organizzato oggi, rischia grosso domani.

Adeguarsi significa passare da una gestione reattiva a una gestione strutturata. Ed è proprio sulla capacità di prevenire il rischio che si gioca il futuro della professione.

Francesco Venunzio
Francesco Venunzio
Giornalista e divulgatore scientifico
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