Ogni euro investito nella natura può generare da 4 a 38 euro di ritorni economici
Secondo le stime della Commissione europea, la riqualificazione ecologica rappresenta una delle leve più redditizie per l’economia: ogni euro speso genera tra 4 e 38 euro di benefici. In Italia, un piano diffuso potrebbe produrre fino a 2,4 miliardi di euro a fronte di costi pari a 261 milioni, come emerge dal sesto Rapporto sul capitale naturale approvato dal Comitato per il capitale naturale e presentato al governo. Tuttavia, lo studio avverte che la perdita di biodiversità e il degrado degli ecosistemi – già segnalati dal World Economic Forum tra i principali rischi globali – minano la capacità del Paese di preservare servizi essenziali come acqua potabile, aria pulita e suoli fertili. La lista rossa della Iucn indica 58 ecosistemi italiani a rischio, di cui 7 in condizioni critiche.
Il quadro nazionale appare aggravato dal consumo di suolo, che continua a erodere superfici agricole e naturali, mentre in Europa si stima che il 60-70% dei terreni non sia sano, con effetti diretti sulla sicurezza alimentare e sulla resilienza climatica. L’Italia deve inoltre confrontarsi con circa 2,8 milioni di siti potenzialmente contaminati. Per questo, il Comitato per il capitale naturale ha raccomandato l’istituzione di una cabina di regia presso la Presidenza del Consiglio, incaricata di coordinare le politiche ambientali e monitorarne l’efficacia, affinché la tutela degli ecosistemi diventi una priorità strategica.







