Il primo studio quantitativo nazionale rivela: mancano solo 6,9 punti percentuali per centrare il target europeo. Oltre 84 miliardi di investimenti previsti, 1,3 milioni di nuovi posti di lavoro, quasi 5 milioni di tonnellate di CO₂ risparmiate.
L’Italia si scopre sorprendentemente vicina al traguardo della Direttiva Case Green. A dirlo è “La via italiana alla Direttiva Case Green”, il primo studio quantitativo completo sugli impatti e le opportunità legati alla trasposizione nazionale della Direttiva EPBD IV, realizzato da Fondazione Geometri Italiani in collaborazione con Centro Studi Sintesi – CGIA di Mestre e Smart Land. Uno studio inedito per ampiezza metodologica e qualità dei dati, che quantifica con rigore scientifico costi, benefici ambientali, ricadute occupazionali ed economiche dell’efficientamento del patrimonio edilizio italiano.
Gli interventi energetici già attuati tra il 2020 e il 2024 – trainati soprattutto dal Superbonus 110% – hanno consentito una riduzione dei consumi del 9,1%, avvicinando il Paese al target del 16% fissato per il 2030. Restano quindi solo 6,9 punti percentuali da colmare nei prossimi cinque anni, un obiettivo realistico e raggiungibile secondo gli autori.
Numeri che parlano: 84,8 miliardi di investimenti e 1,3 milioni di posti di lavoro
Lo studio stima che per raggiungere l’obiettivo 2030 serviranno:
- 84,8 miliardi di euro di investimenti totali (14,1 miliardi/anno);
- Ristrutturazione di 3 milioni di abitazioni (circa 505.000 l’anno);
- Un costo medio per intervento di 28.000 euro per unità immobiliare.
Le ricadute economiche sono imponenti:
- 280 miliardi di euro di valore generato (diretto, indiretto e indotto);
- 102,6 miliardi di valore aggiunto complessivo;
- 1.300.000 unità lavorative attivate, di cui circa 800.000 nel settore costruzioni e oltre 480.000 nell’indotto.
Un patrimonio edilizio energivoro da riqualificare
Il punto di partenza, tuttavia, resta critico:
- Oltre il 52% delle abitazioni è in classe energetica F o G;
- Il 68% utilizza ancora combustibili fossili per il riscaldamento;
- 24 milioni di abitazioni (oltre i due terzi del patrimonio) sono state costruite prima del 1980;
- Cresce la povertà energetica, che colpisce oggi il 9% delle famiglie italiane.
L’analisi socio-economica evidenzia inoltre che:
- Il 17,9% delle famiglie ha spese energetiche elevate;
- Il 9,9% non riesce a riscaldare adeguatamente la propria abitazione;
- Il 20,1% vive in condizioni di rischio povertà.
Benefici ambientali: -4,68 milioni di tonnellate di CO₂/anno
L’attuazione della Direttiva porterebbe a una riduzione stimata di 4,68 milioni di tonnellate di CO₂/anno, pari a un taglio del 9% delle emissioni del settore residenziale rispetto ai livelli del 2020. Una trasformazione necessaria, considerando che:
- Il 42% dei consumi finali di energia proviene dal patrimonio edilizio;
- Il comparto residenziale genera il 18,8% delle emissioni nazionali di gas serra.
Gli scenari al 2035 e 2050
Lo studio offre anche una roadmap a lungo termine:
- 2035: ulteriori 61 miliardi di euro per efficientare 2,18 milioni di abitazioni e risparmiare 3,37 milioni di tonnellate di CO₂;
- 2050: scenari alternativi con investimenti fino a 371 miliardi di euro per riqualificare 13,3 milioni di abitazioni.
Quattro assi strategici per il successo della transizione
Per cogliere l’opportunità della Direttiva EPBD IV, il report individua quattro ambiti strategici:
- Sostenibilità economica: incentivi proporzionati all’ISEE, priorità alla prima casa, strumenti finanziari innovativi.
- Rimozione ostacoli normativi: semplificazioni per i condomìni, sanatoria delle irregolarità, certezza delle regole.
- Digitalizzazione e smart building: promozione dei gemelli digitali e dell’innovazione impiantistica.
- Ruolo dei professionisti: sportelli tecnici, certificazioni di competenza e assistenza indipendente.







