Con un confronto serrato tra Governo, Parlamento, le imprese e associazioni di categoria mettono al centro l’urgenza di un quadro normativo unitario per fermare il consumo di suolo, riqualificare le aree degradate e garantire certezze agli investitori.
Un convegno per chiedere chiarezza normativa: al centro la proposta di legge sulla Rigenerazione Urbana
Si è svolto il 18 novembre a Roma, presso l’Hotel Nazionale di Piazza Montecitorio, il convegno “Norme certe per la rigenerazione urbana”, organizzato da Centro Studi Italia. Al centro del dibattito, la necessità di frenare il consumo di suolo e avviare una stagione di recupero del patrimonio edilizio degradato, armonizzando la giungla normativa oggi costituita da leggi statali, regionali e regolamenti locali. L’incontro arriva in un momento cruciale: la Proposta di legge sulla Rigenerazione Urbana potrebbe approdare al Senato entro dicembre e si candida a diventare il testo di riferimento per il settore. L’assenza di norme chiare e uniformi – è stato ribadito – ostacola investimenti privati e interventi pubblici, bloccando una filiera strategica per la modernizzazione delle città.
Le diverse posizioni espresse
Andrea Dongarrà, rappresentante della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha sottolineato come la rigenerazione urbana non possa ridursi a un mero intervento edilizio, ma debba essere un progetto complessivo di miglioramento della qualità della vita: sociale, territoriale e ambientale. Le norme – ha osservato – devono sostenere questa visione integrata, anche a costo di un iter legislativo complesso. Dongarrà ha richiamato l’importanza di un piano nazionale capace di incoraggiare il recupero di aree dismesse, accelerare demolizioni e ricostruzioni fuori dai centri storici e promuovere edifici più efficienti e meno inquinanti. Un percorso, questo, che richiede strumenti certi e approvazioni rapide, affinché cittadini e imprese possano operare in sicurezza.
Molto netta la posizione del Senatore Maurizio Gasparri, che ha richiamato anche i nodi irrisolti del mancato recepimento del condono 2003 in Campania, situazione che oggi lascia migliaia di famiglie nell’incertezza. Una condizione – ha affermato – che testimonia quanto il tema delle regole sia fondamentale per garantire coesione territoriale e certezza del diritto. Gasparri ha poi richiamato esempi concreti di degrado urbano, come l’ex Penicillina a Roma, evidenziando come la rigenerazione urbanistica possa trasformare aree abbandonate in scuole, edilizia popolare o nuovi servizi. Per Forza Italia, ha ribadito, è il momento di decidere rapidamente: senza una legge chiara, si perdono opportunità e investimenti.
Dal mondo delle imprese è arrivata una richiesta unanime: superare un quadro normativo frammentato e obsoleto. Stefano Betti, vicepresidente di ANCE Nazionale, ha denunciato l’incongruenza delle normative statali, regionali e comunali, che rendono difficilissimo rigenerare le città pur in presenza dell’esigenza, condivisa da tutti, di evitare nuovo consumo di suolo. Senza un contesto regolatorio stabile – ha osservato – nessun operatore privato o pubblico potrà affrontare investimenti significativi. Una posizione condivisa anche da Carlo Cerami, vicepresidente di Confindustria Assoimmobiliare, che ha ricordato quanto costruire nel tessuto urbano esistente sia molto più complesso che edificare su aree libere: servono certezze giuridiche, incentivi adeguati, strumenti attuativi lineari.







