Dal cantiere alla gestione patrimoniale, l’IA ridisegna il futuro del settore immobiliare
Uno dei comparti più tradizionalmente analogici, quello immobiliare, è oggi al centro di una trasformazione radicale grazie all’intelligenza artificiale (IA). Dalla progettazione alla manutenzione predittiva, dalle analisi di mercato alla gestione dei patrimoni, la tecnologia consente di ottimizzare processi, ridurre costi e anticipare tendenze. Secondo i dati presentati da Scenari Immobiliari, in collaborazione con Dils, all’ultimo Innovation Forum, l’impatto dell’innovazione potrà generare circa 535 miliardi di euro di ricchezza per l’Italia entro il 2035, con prospettive di crescita fino a 800 miliardi entro il 2050.
Le stime evidenziano come le costruzioni potranno contribuire per oltre il 5%, lo sviluppo immobiliare per circa il 2,5% e le attività di gestione e valorizzazione degli asset per oltre il 14%. In prospettiva 2050, i valori stimati oscillano tra l’8 e il 10% per il comparto edilizio, tra il 3 e il 3,5% per lo sviluppo e fino al 19% per le attività immobiliari (Scenari Immobiliari – Dils, Innovation Forum). Una crescita che riflette l’importanza della digitalizzazione e dell’analisi avanzata dei dati come leva competitiva per l’intero settore.
L’interesse verso l’IA è confermato anche a livello globale: secondo il report “Future of Work” di JLL, il 93% dei manager italiani considera l’applicazione dell’intelligenza artificiale un fattore decisivo per affrontare le sfide del real estate, un dato superiore alla media mondiale (87%). A conferma del trend, Generali Real Estate, con 36,7 miliardi di asset gestiti, ha sviluppato dal 2019 un’unità dedicata a innovazione e data science, introducendo applicazioni proprietarie di machine learning lungo l’intera catena del valore. «La funzione tecnologia è stata concepita per scorrere parallela al business, con l’obiettivo di ripensarlo» – ha dichiarato Costanza Balboni Cestelli, Head of Innovation & Data.







