Sicurezza degli edifici: la prossima grande sfida dei condomìni italiani

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di Francesco Venunzio

Per anni si è parlato quasi esclusivamente di bonus edilizi, efficientamento energetico e risparmio dei consumi. Oggi, invece, il tema destinato a dominare il dibattito è un altro: la sicurezza degli edifici.

L’Italia possiede uno dei patrimoni immobiliari più vecchi d’Europa. Migliaia di condomìni sono stati costruiti tra gli anni Cinquanta e Settanta, quando le norme tecniche, antisismiche e impiantistiche erano profondamente diverse da quelle attuali.

Non significa che questi edifici siano necessariamente insicuri, ma è evidente che molti necessitano di controlli periodici, manutenzione programmata e una gestione più moderna del rischio.

La manutenzione non può essere un’emergenza

Ancora oggi molti interventi vengono decisi solo quando compare un problema: un’infiltrazione, una caduta di intonaco, un guasto all’ascensore o un cortocircuito.

È un approccio ormai superato.

La sicurezza dovrebbe basarsi su un principio diverso: prevenire invece di intervenire dopo il danno.

Una manutenzione programmata costa meno, riduce i rischi e preserva il valore economico degli immobili.

Il ruolo dell’amministratore cambia

L’amministratore di condominio non è più soltanto il gestore dei conti o delle assemblee.

Sta diventando il coordinatore della sicurezza dell’edificio.

Deve essere in grado di programmare verifiche, raccogliere documentazione tecnica, coordinare professionisti, monitorare gli impianti e informare correttamente i condomini.

È un’evoluzione della professione che richiede competenze sempre più trasversali.

La tecnologia come alleata

Negli ultimi anni sono diventati disponibili strumenti che consentono di controllare gli edifici in modo continuo.

Sensori, sistemi di monitoraggio, building automation e piattaforme digitali permettono di individuare anomalie prima che diventino emergenze.

L’obiettivo non è sostituire il tecnico, ma fornirgli dati utili per programmare gli interventi.

Verso il fascicolo digitale dell’edificio

Uno dei progetti più interessanti è quello del fascicolo digitale del fabbricato.

Immaginiamo una carta d’identità digitale dell’edificio contenente:

  • documentazione strutturale;
  • certificazioni degli impianti;
  • manutenzioni effettuate;
  • verifiche periodiche;
  • fotografie;
  • scadenze;
  • interventi programmati.

Uno strumento che consentirebbe una gestione molto più efficiente e trasparente.

La sicurezza riguarda anche la salute

Quando si parla di sicurezza si pensa subito al rischio di crolli.

In realtà esistono molti altri aspetti che incidono sulla qualità della vita:

  • qualità dell’aria indoor;
  • presenza di legionella negli impianti idrici;
  • rischio radon;
  • sicurezza elettrica;
  • prevenzione incendi;
  • ascensori;
  • barriere architettoniche;
  • sistemi di evacuazione.

La sicurezza oggi comprende anche il benessere delle persone.

L’analisi di Agire

La sicurezza degli edifici rappresenta probabilmente la più grande sfida dei prossimi dieci anni.

Non sarà sufficiente rispettare gli obblighi di legge: servirà una nuova cultura della prevenzione.

In questo scenario, ANACI può svolgere un ruolo decisivo, promuovendo strumenti innovativi come il Registro Anagrafe della Sicurezza (RAS) e la digitalizzazione della documentazione tecnica, favorendo una gestione preventiva anziché emergenziale.

La vera rivoluzione non sarà costruire nuovi edifici, ma rendere più sicuri quelli in cui vivono già milioni di famiglie. Un obiettivo che richiede collaborazione tra amministratori, tecnici, imprese e istituzioni, perché la sicurezza non è un costo: è un investimento sul valore degli immobili e sulla tutela delle persone.

Francesco Venunzio
Francesco Venunzio
Giornalista e divulgatore scientifico
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