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domenica 14 Dicembre 2025

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Il 75% degli under 45 è pronto a cambiare casa

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Il mercato residenziale 2025 cambia pelle: cresce la domanda di abitazioni flessibili e servite. Nasce la casa come servizio, non più solo come bene.

Il mercato residenziale italiano sta vivendo una profonda trasformazione. A rivelarlo è la nuova indagine “L’abitare che cambia” condotta dall’Ufficio Studi Locare, che analizza tendenze, comportamenti e nuove esigenze abitative degli italiani nel 2025. Dallo studio emerge un dato chiave: il 75% degli under 45 è pronto a cambiare casa, segno evidente di un cambiamento culturale profondo nella percezione dell’abitare.

Nel nuovo scenario, la casa perde la sua connotazione tradizionale di spazio fisico per diventare un ecosistema di servizi, relazioni e opportunità. Si affermano formule contrattuali più flessibili e modelli abitativi ibridi, mentre si registra una contrazione degli affitti brevi nelle città turistiche, a vantaggio delle locazioni transitorie e dei più stabili contratti 4+4.

Particolarmente significativa è la crescita della domanda di abitazioni “servite”: soluzioni che combinano spazi privati e ambienti condivisi, come coworking condominiali, lavanderie comuni, palestre, aree eventi. L’abitazione evolve così verso un servizio personalizzabile, capace di accompagnare le diverse fasi della vita.

La propensione al cambiamento è massima nella fascia 35–44 anni (73%), seguita dai 55–64enni (48%), mentre scende al 15% tra gli over 65, a conferma di una mobilità generazionale progressivamente decrescente con l’età. I giovani tra i 18 e i 34 anni sono disposti a pagare di più in percentuale per vivere esperienze abitative di qualità, mentre la fascia 35–54 anni si mostra più generosa in valore assoluto. Gli over 65, invece, restano ancorati a modelli abitativi più tradizionali.

Tra i fattori che trainano il cambiamento:

  • mobilità crescente e maggiore instabilità lavorativa,
  • frammentazione dei nuclei familiari,
  • invecchiamento della popolazione,
  • ricerca di socialità controllata e spazi condivisi evolutivi.

Un dato interessante riguarda l’integrazione tra casa e lavoro: il coworking entra in casa e conquista soprattutto i 18–34enni, che lo vivono come naturale estensione del proprio spazio domestico, con richiesta di servizi come connessioni ultra-veloci, community e attività condivise. Le fasce più adulte lo utilizzano in modo funzionale o relazionale, mostrando comunque un crescente apprezzamento per queste nuove formule.

Redazione Agire
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