Quando arriva il momento della dichiarazione dei redditi, molti proprietari di casa fanno un conto abbastanza semplice. Sappiamo quanto abbiamo speso per ristrutturare la nostra abitazione, conosciamo la percentuale della detrazione a cui abbiamo diritto e, di conseguenza, sappiamo già quanto recupereremo dal Fisco. Eppure, a partire dal 730/2026, per alcuni contribuenti il calcolo non sarà più così immediato e automatico.
La grande novità riguarda i cittadini che nel 2025 hanno registrato un reddito complessivo superiore a 75.000 euro. Per queste persone il legislatore ha introdotto un limite massimo alla quantità complessiva di spese che possono essere portate in detrazione. Questo nuovo tetto non cambia soltanto in base al livello di reddito, ma tiene conto anche del numero dei figli fiscalmente a carico. Si tratta di una novità cruciale che interessa da vicino chi nel 2025 ha sostenuto spese per lavori nella propria abitazione o nel proprio condominio. Il risultato pratico è che, in alcuni casi, aver sostenuto una spesa agevolabile non significa necessariamente riuscire a recuperarla per intero.
Chi guadagna meno di 75 mila euro non rischia nulla
Partiamo dalla rassicurazione più importante. Se il tuo reddito complessivo non supera la soglia dei 75.000 euro, questa nuova limitazione non ti riguarda minimamente. Potrai continuare a detrarre le tue spese esattamente come hai sempre fatto.
Per chi invece supera quella soglia, il Fisco richiede un calcolo specifico che incrocia il reddito e la composizione della famiglia. Per i redditi compresi tra 75.000 e 100.000 euro, l’importo base di riferimento per le spese detraibili è fissato a 14.000 euro. Se si superano i 100.000 euro di reddito, questo importo scende a 8.000 euro. Questi limiti di partenza vengono poi ridotti o mantenuti in base alla presenza di figli a carico.
Ad esempio, un contribuente con un reddito tra 75.000 e 100.000 euro e senza figli a carico si vedrà applicare un limite di 7.000 euro. Con un figlio a carico la soglia sale a 9.800 euro, con due figli arriva a 11.900 euro, mentre con tre o più figli si raggiunge il tetto massimo di 14.000 euro. Regole particolari e più favorevoli tutelano inoltre le famiglie in cui sono presenti figli con disabilità.
Cosa significa questo per i nostri lavori in casa
A questo punto bisogna fare molta attenzione a non confondere i numeri. Il limite stabilito non indica direttamente quanto denaro ci verrà rimborsato dal Fisco, ma indica l’ammontare massimo delle spese che possiamo far concorrere alle detrazioni.
Facciamo un esempio concreto. Una persona può avere contemporaneamente una rata annuale relativa alla ristrutturazione della propria abitazione e altre spese detraibili (come quelle mediche o assicurative) sostenute durante lo stesso anno. Se il totale di queste spese supera il nuovo tetto previsto per la sua specifica situazione reddituale e familiare, la parte eccedente andrà persa e non produrrà la detrazione sperata. È proprio per questo motivo che due persone che hanno sostenuto la medesima spesa per ristrutturare casa potrebbero ottenere un rimborso finale molto diverso.
I vecchi lavori fatti fino al 2024 sono fuori pericolo
Questo è il chiarimento più importante per tutti i proprietari e i condòmini. Chi sta ancora recuperando le rate decennali di una ristrutturazione pagata negli anni passati non deve assolutamente preoccuparsi del nuovo tetto. L’Agenzia delle Entrate ha precisato in modo inequivocabile che le rate relative alle spese per interventi edilizi sostenute fino al 31 dicembre 2024 sono del tutto escluse dal nuovo meccanismo di calcolo.
Se, per esempio, hai ristrutturato casa nel 2023, la rata che troverai nel 730/2026 continuerà a seguire le vecchie regole e non andrà a intaccare il tuo nuovo limite, anche se guadagni più di 75.000 euro. La situazione cambia invece radicalmente per le spese sostenute a partire dal 1° gennaio 2025. Per queste nuove spese, la rata riferita a ciascun anno rientrerà pienamente nel calcolo del nuovo limite.
Attenzione ai lavori condominiali
La questione diventa ancora più delicata per chi partecipa a lavori di riqualificazione sulle parti comuni del proprio condominio. Quando un lavoro condominiale dà diritto a una detrazione fiscale, il beneficio viene diviso tra i singoli proprietari in base alle quote millesimali di competenza.
Tuttavia, il condominio e l’amministratore non conoscono la situazione fiscale personale di ogni residente. Lo stesso intervento sul palazzo può quindi generare effetti completamente diversi per due vicini di pianerottolo. Il primo vicino potrebbe avere un reddito inferiore a 75.000 euro e recuperare tutto senza problemi. Il secondo vicino potrebbe superare la soglia, avere molte altre spese sanitarie da detrarre e, di conseguenza, perdere una parte del beneficio edilizio perché ha superato il suo tetto massimo. L’amministratore continuerà a svolgere correttamente le sue pratiche e le comunicazioni all’Agenzia, ma il calcolo finale del rimborso sarà una questione strettamente personale.
Il sistema salverà le detrazioni più vantaggiose
La buona notizia è che nessun cittadino dovrà trasformarsi in un commercialista per fare i conti a mano. Nella dichiarazione precompilata del 2026, sarà direttamente l’Agenzia delle Entrate a calcolare in automatico il limite applicabile, basandosi sul nostro reddito e sui figli a carico.
Se le nostre spese non superano il limite, ci verrà riconosciuto tutto il rimborso. Se invece lo superano, il sistema interverrà in automatico cercando di salvaguardare per prime le spese che danno diritto alle percentuali di detrazione più alte. In questo modo il Fisco cercherà di applicare sempre il trattamento economico più favorevole per il cittadino. Questo automatismo, ovviamente, non ci esonera dal controllare attentamente la dichiarazione prima di inviarla.
Cosa controllare per non sbagliare
Per chi ha effettuato lavori in casa o nel proprio condominio, le verifiche da fare sono poche ma essenziali. Bisogna chiedersi innanzitutto se la spesa è stata bonificata prima o dopo il primo gennaio 2025. Successivamente occorre verificare se il proprio reddito complessivo supera la soglia limite e considerare la composizione del nucleo familiare. Infine, bisogna fare mente locale su quali e quante altre spese detraibili stiamo inserendo nella stessa dichiarazione.
Il nuovo sistema non significa che tutti perderanno una parte dei propri rimborsi. Il problema può sorgere unicamente per chi ha redditi elevati e, nello stesso anno, concentra un grande volume di spese detraibili. Per questi contribuenti, la dichiarazione dei redditi merita qualche minuto di attenzione in più, ricordando che un’ottima agevolazione non si trasforma più in un rimborso fiscale garantito in qualsiasi situazione.







