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lunedì 15 Dicembre 2025

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Casa sempre più cara: i mutui non bastano più, cresce il peso della liquidità iniziale

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Un’analisi di TeleMutuo.it fotografa il paradosso del mercato immobiliare italiano

Un’analisi di TeleMutuo.it fotografa il paradosso del mercato immobiliare italiano: tassi più favorevoli e importi finanziabili più alti rispetto al 2015, ma prezzi delle case cresciuti al punto da ridurre drasticamente la copertura dei mutui. Milano resta il caso più critico, mentre Roma, Napoli e Bologna seguono con rincari più contenuti ma comunque penalizzanti.
Nonostante condizioni di credito più vantaggiose rispetto al passato, il sogno della casa di proprietà diventa sempre più difficile da realizzare. Secondo l’ufficio studi di TeleMutuo.it, nel 2015 un lavoratore 35enne con reddito di 1.700 euro al mese poteva contare su un mutuo medio di 112.000 euro, con una rata sostenibile di 567 euro. Dieci anni dopo, nel 2025, l’importo massimo finanziabile sale a 128.000 euro con tassi medi più bassi (3,39% contro il 4,5% del 2015), ma l’impennata dei prezzi immobiliari ha fatto esplodere la quota di capitale proprio necessaria per comprare casa. A Milano, ad esempio, il prezzo medio di un bilocale da 65 mq è salito da 178.750 a 292.500 euro (+63,6%), con la copertura del mutuo crollata dal 62,7% al 43,8% e la liquidità iniziale richiesta quasi triplicata.

Il fenomeno non risparmia le altre grandi città: a Roma l’aumento dei prezzi è più contenuto (+2,7%) ma il fabbisogno di liquidità passa comunque da 99.250 a 115.750 euro, mentre Napoli e Bologna segnano rincari rispettivamente del +9,2% e +3,8%. “L’aumento dei valori immobiliari ha generato un gap strutturale tra la disponibilità finanziaria del singolo e il prezzo di mercato – spiega Andrea Pennato, AD di TeleMutuo.it – con effetti diretti sulla possibilità di accesso alla proprietà”. La conseguenza è un mercato sempre più polarizzato: da un lato chi dispone di risorse proprie consistenti può acquistare, dall’altro cresce la domanda di locazioni, con il rischio di consolidare disuguaglianze intergenerazionali e limitare la mobilità abitativa nelle grandi aree urbane.

Redazione Agire
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