La Commissione Europea contesta al Governo il mancato recepimento dello stop agli incentivi per gli apparecchi a combustibili fossili previsto dalla direttiva “Case Green”. Avviata la procedura d’infrazione.
La Commissione Europea ha avviato una procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia per il mancato recepimento della norma che vieta l’erogazione di incentivi pubblici a favore delle caldaie alimentate a combustibili fossili. La misura, contenuta nell’articolo 17, paragrafo 15, della direttiva (UE) 2024/1275 — la cosiddetta direttiva “Case Green” — doveva essere in vigore già dal 1° gennaio 2025 in tutti gli Stati membri. Bruxelles ha inviato a Roma una lettera di costituzione in mora, atto che segna formalmente l’avvio della procedura, insieme a Estonia e Ungheria, anch’esse inadempienti sui tempi del recepimento.
Alla base della contestazione vi è l’importanza attribuita dalla Commissione al graduale abbandono degli apparecchi alimentati a gas, ritenuto uno dei passaggi essenziali per accelerare la decarbonizzazione del settore edilizio. Secondo i dati diffusi dall’esecutivo europeo, il riscaldamento degli ambienti e la produzione di acqua calda rappresentano oltre i tre quarti dell’energia finale consumata dalle famiglie dell’Unione, e quasi due terzi di tale fabbisogno dipendono ancora dai combustibili fossili. L’eliminazione dei sistemi tradizionali a gas è dunque considerata una leva strategica per raggiungere gli obiettivi climatici al 2050 e per ridurre la spesa energetica dei cittadini.
Dopo aver valutato le misure comunicate dall’Italia, la Commissione ha concluso che il Paese non ha pienamente attuato la disposizione né fornito giustificazioni adeguate sul ritardo accumulato. Il Governo dispone ora di due mesi per rispondere formalmente alla lettera di costituzione in mora e adottare gli adeguamenti richiesti. In caso di replica insoddisfacente, Bruxelles potrà emettere un parere motivato, fase che precede il possibile deferimento alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea. Una procedura che rischia di impattare direttamente sulle politiche nazionali in materia di efficienza energetica e sulla programmazione degli incentivi edilizi dei prossimi anni.







