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martedì 20 Gennaio 2026

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Italia, emissioni ancora troppo alte in trasporti ed edifici

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Italy for Climate: “servono politiche mirate su mobilità e riqualificazione energetica.”

Italy for Climate, il centro studi della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, ha presentato online il 26 novembre il database Atena – Atlante della Transizione Energetica Nazionale, uno strumento aggiornato e accessibile che fotografa lo stato reale della decarbonizzazione nei principali settori economici italiani, evidenziando progressi, criticità e traiettorie da correggere in vista dell’obiettivo europeo delle emissioni nette zero al 2050.

Dalla lettura dei dati emerge un’Italia a due velocità. L’industria – storicamente il comparto più emissivo – dal 1990 ha ridotto i gas serra del 46%, segnando un miglioramento significativo grazie a innovazioni tecnologiche e processi produttivi più efficienti. Diverso il discorso per trasporti ed edifici, dove la riduzione delle emissioni resta insufficiente: nei trasporti, le emissioni sono addirittura cresciute, mentre il patrimonio edilizio continua a consumare troppo e riqualificarsi troppo poco.

Edifici: consumi ancora elevati e riqualificazione troppo lenta

Secondo il database Atena, il settore residenziale resta uno dei principali nodi irrisolti della transizione. Dal 1990 al 2024 le emissioni degli edifici sono diminuite solo del 22%, una traiettoria lontana dall’obiettivo di tagliarle della metà entro il 2030.

I consumi energetici delle abitazioni italiane restano tra i più alti d’Europa: 1,7 tonnellate equivalenti di petrolio per unità abitativa, contro una media UE di 1,3.

In rallentamento anche la diffusione delle tecnologie più efficienti. Dopo il record del 2023, quando furono vendute oltre mezzo milione di unità, nel 2024 le pompe di calore scendono a 360mila pezzi, un segnale che indica un raffreddamento del mercato proprio nel momento in cui sarebbe necessario accelerare.

Con il Superbonus riqualificavamo oltre 700mila edifici all’anno, un ritmo che dovremmo mantenere fino al 2050. Prima dell’incentivo ci fermavamo a 200-250mila”, spiega Edoardo Barbabella, responsabile scientifico di Italy for Climate. “È costato molto, certo, ma la discussione dovrebbe essere su quale strumento adottare per consolidare un tasso di riqualificazione adeguato, non su come tornare indietro”.

Trasporti: emissioni in aumento e ancora troppa dipendenza dai carburanti fossili

Il settore della mobilità è indicato come uno dei più problematici. L’elevato numero di veicoli circolanti, l’uso prevalente dell’auto privata e il lento ricambio del parco mezzi continuano a spingere verso l’alto le emissioni.

Per Italy for Climate, solo politiche incisive su mobilità elettrica, trasporto pubblico, sharing mobility e sistemi urbani più efficienti potranno invertire questa tendenza.

La sfida: interventi che toccano la vita quotidiana

Secondo Barbabella, i due settori più critici – trasporti ed edifici – sono anche quelli più complessi dal punto di vista sociale: “Riguardano il modo in cui ci muoviamo e abitiamo. Sono settori difficili perché coinvolgono direttamente la vita delle persone. Per questo servono politiche ben calibrate, realistiche e sostenibili”.

L’elettrificazione – dalle pompe di calore alle auto elettriche – è indicata come una leva strategica decisiva, ma non risolutiva da sola. “Nessuna soluzione è perfetta”, conclude Barbabella. “La transizione va accompagnata considerando costi, accettabilità sociale e impatti economici. Sono sfide complesse, ma inevitabili”.

Redazione Agire
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