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domenica 14 Dicembre 2025

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In Italia mancano le case: boom delle opere pubbliche, crollo dell’edilizia residenziale

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Il nuovo Rapporto Cresme lancia l’allarme: nel 2025 calano drasticamente le nuove costruzioni e le riqualificazioni private. La produzione edilizia si concentra sulle opere pubbliche, ma il Paese rischia un’emergenza abitativa.

Il mercato edilizio italiano sta attraversando un cambiamento radicale. Il XXXVII Rapporto congiunturale e previsionale Cresme evidenzia come il comparto residenziale sia in forte contrazione, mentre a tenere alta la produzione sono soltanto le opere pubbliche. La causa principale? Il progressivo esaurimento degli incentivi fiscali, su tutti il Superbonus, che aveva trainato il settore tra il 2021 e il 2023. Nel 2025, la costruzione di nuove abitazioni e la riqualificazione del patrimonio esistente risultano in netto calo, con un effetto diretto sulla disponibilità di alloggi e sulla qualità del costruito.

Il valore degli investimenti privati è previsto in discesa: da oltre 120 miliardi nel 2022 si passerà a circa 60 miliardi nel 2026. Al contempo, le gare per opere pubbliche hanno toccato il record di 95 miliardi nel 2023, ma già nei primi sei mesi del 2024 si è registrato un drastico calo (-64%), sintomo di una fragilità strutturale. La dipendenza dalla spesa pubblica, se non accompagnata da un rilancio dell’edilizia residenziale, rischia di creare un vuoto nel settore abitativo e di mettere in difficoltà le famiglie, soprattutto nei grandi centri urbani dove la domanda resta alta.

Il Rapporto Cresme sottolinea inoltre che la stagnazione dell’edilizia privata potrebbe compromettere gli obiettivi europei in materia di efficienza energetica e decarbonizzazione. Meno case nuove, meno ristrutturazioni e meno efficienza: la Direttiva Case Green fissa traguardi chiari al 2030, ma senza un mercato residenziale attivo e incentivato rischiano di restare sulla carta. È il momento, afferma il Cresme, di aprire una nuova stagione di politiche abitative, capaci di coniugare sostenibilità, qualità e accessibilità.

Redazione Agire
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