Una novità che cambia il rapporto tra amministratori e condomini in difficoltà
Dal 2025, con la conversione in legge del cosiddetto Decreto Bollette (DL 19/2025, Legge 60/2025), entra in vigore una tutela importante: se un condomino è in difficoltà economica e il suo debito riguarda solo le bollette energetiche condominiali, l’amministratore non può procedere con il pignoramento immobiliare quando l’importo è inferiore a 5.000 euro.
Chi è tutelato
La norma si applica agli utenti vulnerabili, categoria che comprende, tra gli altri:
- famiglie con reddito ISEE basso;
- over 75 anni;
- persone con gravi disabilità certificate (Legge 104);
- nuclei che utilizzano apparecchi salvavita collegati alla rete elettrica;
- residenti in isole minori non interconnesse;
- soggetti colpiti da calamità naturali.
Inoltre, devono esserci queste condizioni: l’immobile è l’unica proprietà del debitore, è la sua abitazione principale e non rientra nelle categorie catastali di pregio (A/8 e A/9).
Cosa cambia per i condomini
Per la prima volta, viene introdotta una barriera esplicita contro l’esecuzione immobiliare per piccoli debiti energetici. Ma attenzione:
- il condominio può comunque iscrivere ipoteca giudiziale sull’immobile, a garanzia del credito;
- la tutela vale solo per spese energetiche (riscaldamento centralizzato, acqua calda, elettricità parti comuni): le altre spese condominiali restano integralmente esigibili, anche con pignoramento;
- oltre la soglia dei 5.000 euro, o se mancano i requisiti di vulnerabilità, resta possibile l’azione esecutiva.
Cosa devono fare gli amministratori
- Distinguere chiaramente nei bilanci e nei solleciti tra spese energetiche e spese ordinarie/straordinarie.
- Prima di avviare un’azione di recupero coattivo, verificare se il condomino rientra nelle categorie di vulnerabilità e se il debito rientra nella soglia.
- In caso di morosità protetta, valutare strumenti alternativi: ipoteca giudiziale, piani di rientro, fondi di solidarietà condominiali.
- Informare l’assemblea di queste nuove limitazioni, per evitare contestazioni e spese legali inutili.
Perché conta
In un periodo in cui i costi energetici restano alti, questa misura mira a proteggere i più fragili dal rischio di perdere la casa per morosità contenute. Allo stesso tempo, pone agli amministratori la sfida di gestire con attenzione i flussi finanziari del condominio, tutelando i creditori senza violare le nuove regole.
✍️ Francesco Venunzio – giornalista, divulgatore scientifico







