Tra obblighi di legge, valutazione del rischio e soluzioni alternative come l’incapsulamento
Nonostante il divieto di utilizzo risalga al 1992, l’amianto continua a rappresentare un problema serio e attuale per molti condomìni italiani. In numerosi edifici costruiti fino agli anni ’90 — tetti, canne fumarie, pavimentazioni in vinil-amianto, tubazioni, serbatoi e persino componenti di vecchi ascensori — si possono ancora trovare materiali contenenti fibre di amianto (MCA).
Per questo motivo l’amministratore di condominio ha oggi un ruolo centrale nella gestione e nel controllo del rischio amianto, in quanto responsabile della sicurezza degli edifici che amministra.
L’obbligo di valutazione e la gestione documentale
L’amianto rientra a pieno titolo nelle attività di valutazione dei rischi che ogni amministratore deve coordinare e documentare, in conformità alle normative vigenti in materia di sicurezza (D.Lgs. 81/2008) e manutenzione degli edifici.
Tra gli strumenti fondamentali da mantenere aggiornati vi sono:
- Il Registro Anagrafe della Sicurezza (RAS), che raccoglie tutte le informazioni sulle condizioni di sicurezza del fabbricato, inclusa l’eventuale presenza di materiali contenenti amianto;
- Il Documento Unico di Valutazione dei Rischi da Interferenze (DUVRI), che deve considerare il rischio amianto ogni volta che nel condominio operano imprese o manutentori esterni;
- Le schede tecniche e i verbali di ispezione periodica, che vanno conservati e aggiornati a ogni sopralluogo o intervento.
Un amministratore attento deve quindi monitorare costantemente la situazione e avvalersi di tecnici qualificati per le verifiche e le analisi, in modo da prevenire potenziali esposizioni.
Rimuovere o incapsulare: la valutazione del rischio è decisiva
La rimozione dell’amianto non è sempre l’unica soluzione possibile né necessariamente la migliore. In molti casi è oggi possibile ricorrere all’incapsulamento, un procedimento che prevede l’applicazione di specifici prodotti penetranti o ricoprenti in grado di fissare le fibre e impedirne la dispersione nell’aria.
Si tratta di una soluzione meno invasiva e più sostenibile, che riduce i tempi di intervento e i costi, ma che deve essere eseguita da imprese autorizzate e sotto il controllo di un tecnico abilitato.
La scelta tra rimozione e incapsulamento va sempre valutata caso per caso, sulla base delle condizioni del materiale, della posizione e dell’uso dell’ambiente.
Comunicare, documentare, prevenire
Gestire correttamente il rischio amianto significa non solo eseguire le operazioni tecniche, ma anche informare e responsabilizzare i condomini.
L’amministratore deve garantire la trasparenza delle informazioni, mantenere aggiornata la documentazione e promuovere una cultura della sicurezza e della manutenzione preventiva.
Solo così il condominio può essere realmente un luogo sicuro, conforme alle normative e rispettoso della salute collettiva.
Conclusione
L’amianto è un nemico silenzioso, ancora presente in molte realtà condominiali.
Un amministratore consapevole deve saper coniugare conoscenza tecnica, gestione documentale e comunicazione efficace: tenere sotto controllo RAS, DUVRI, schede di sicurezza e piani di manutenzione è il modo più concreto per tutelare la salute dei residenti e il valore dell’immobile.
La bonifica e l’incapsulamento non sono semplici lavori: sono parte integrante di una strategia di sicurezza e sostenibilità edilizia che ogni condominio deve ormai adottare.








