Il 7 novembre è la Giornata Europea del Radon. Un’occasione per parlare di questo gas inodore e incolore che può accumularsi in case, cantine e garage, ed è la seconda causa di tumore al polmone dopo il fumo.
Potrebbe essere in casa tua, nel tuo garage o nella tua cantina, e non te ne saresti mai accorto. È il Radon, un gas radioattivo naturale, completamente inodore, incolore e insapore, che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha classificato come cancerogeno di Gruppo 1, lo stesso del fumo di sigaretta.
Il 7 novembre, in occasione della Giornata Europea dedicata a questo tema, è fondamentale capire di cosa si tratta e perché una nuova legge italiana ci chiede di non ignorarlo più.
Cos’è il Radon e perché è pericoloso?
Il Radon proviene dal suolo. Si forma dalla roccia e dal terreno (in particolare da tufo e granito) e, una volta liberato, sale in superficie. All’aperto si disperde senza problemi, ma quando entra negli edifici può accumularsi e raggiungere livelli pericolosi per la salute.
- Perché è pericoloso? Respirare aria con alte concentrazioni di Radon per molti anni aumenta notevolmente il rischio di sviluppare un tumore ai polmoni. È la seconda causa di cancro ai polmoni in assoluto, dopo il fumo di sigaretta (ma è la prima causa per i non fumatori).
- Come entra in casa? Attraverso crepe nei pavimenti, fessure nelle fondamenta, giunture o tubature.
Cosa cambia con la nuova legge
Fino a poco tempo fa, i controlli erano obbligatori solo nei luoghi di lavoro. Ora non più. La nuova normativa italiana (Decreto 101/2020) ha stabilito che anche le abitazioni devono essere monitorate.
La legge ha fissato dei limiti di sicurezza precisi:
- 300 Bq/m³ (Becquerel per metro cubo): È il livello massimo consentito per le case esistenti.
- 200 Bq/m³: È il limite, ancora più severo, per tutte le case costruite dopo il 31 dicembre 2024.
Se la concentrazione media in un anno supera questi livelli, è obbligatorio intervenire.
Quali sono le zone più a rischio nel tuo edificio?
Il Radon viene dal terreno, quindi i luoghi più a rischio sono quelli a diretto contatto con il suolo o interrati. In un condominio, l’attenzione deve concentrarsi su:
- Cantine e box auto
- Locali tecnici (come la centrale termica)
- Appartamenti al piano terra
- Abitazioni al piano seminterrato
Cosa puoi fare tu: una guida in 4 passi
Se vivi a un piano basso, o hai una cantina o un garage, non devi farti prendere dal panico, ma agire con consapevolezza.
1. Chiedi al tuo amministratore L’amministratore è responsabile della salute e sicurezza delle parti comuni (come cantine e locali tecnici). Chiedigli se il condominio ha mai effettuato una misurazione certificata del Radon. Se la risposta è no, puoi proporre di mettere l’argomento all’ordine del giorno della prossima assemblea.
2. Come si misura? (Niente “fai-da-te”) Non basta un test di pochi minuti. La misurazione va fatta da tecnici specializzati che usano piccoli dispositivi (dosimetri). Questi strumenti vengono lasciati negli ambienti da analizzare per un lungo periodo (spesso da 3 a 12 mesi) per ottenere una media annuale affidabile.
3. Se i livelli sono alti, esistono soluzioni Se la misurazione rivela livelli sopra la norma, esistono interventi efficaci (chiamati “mitigazione”) per risolvere il problema, come:
- Sigillare crepe e fessure.
- Migliorare la ventilazione (naturale o forzata).
- Creare una “depressurizzazione” del suolo sotto l’edificio per “aspirare” il gas prima che entri.
4. Attenzione ai lavori di risparmio energetico Questo è un punto cruciale. Se stai facendo lavori come il cappotto termico o la sostituzione degli infissi, la casa diventa più “sigillata”. Se c’è una fonte di Radon, questo rischia di rimanere intrappolato dentro e la sua concentrazione può addirittura aumentare.
È fondamentale che, insieme ai lavori di isolamento, si preveda sempre un sistema di ventilazione adeguato (come la Ventilazione Meccanica Controllata – VMC) e si verifichino i livelli di Radon.
In conclusione, la Giornata del Radon ci ricorda che una casa “sana” non è solo quella senza umidità o muffa. È anche quella dove l’aria che respiriamo è sicura. Informati, chiedi di misurare e proteggi la tua salute.







