Compliance Energetica in Lombardia: Cosa cambia con il DM 2025

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In Lombardia la compliance energetica sta subendo una trasformazione profonda: non si tratta più solo di rispettare parametri tecnici sulla carta, ma di dimostrare e sostenere le prestazioni reali degli immobili nel tempo.

Con l’entrata in vigore del nuovo Decreto Requisiti Minimi 2025 (operativo da metà 2026), il sistema di controlli regionale — già tra i più severi d’Italia — diventerà ancora più stringente.


1. La Relazione Tecnica ex Legge 10: Il cuore della conformità

La Relazione Tecnica non è più un semplice documento burocratico “di accompagnamento”. Diventa l’atto dove il progettista deve certificare:

  • Prestazioni reali dell’involucro e degli impianti.
  • Coerenza sistemica tra struttura e tecnologia.
  • Sostenibilità economica degli interventi (analisi del ROI).

La novità decisiva: Introduce l’obbligo di installazione per i sistemi di automazione se il tempo di ritorno economico (ROI) è inferiore a 6 anni.


2. Sistemi BACS: Da “Optional” a Obbligo Normativo

BACS (Building Automation and Control Systems) sono il nuovo pilastro della conformità. Non sono più considerati semplici upgrade tecnologici, ma parti integranti del sistema edificio-impianto.

Quando scatta l’obbligo:

  1. Edifici che rientrano nelle casistiche previste (non residenziale e grandi impianti).
  2. Sistemi di automazione con un rientro economico < 6 anni.
  3. Necessità di dimostrazione analitica: non basta dichiararli, bisogna provarne l’efficacia nel tempo.

3. Il doppio livello di verifica in Lombardia

La Regione Lombardia si avvale di un sistema di controllo incrociato che non lascia spazio all’improvvisazione.

A. Verifica Documentale (CENED)

Si basa sul deposito dei documenti tecnici nel sistema regionale:

  • Rispetto dei requisiti minimi e calcoli energetici.
  • Analisi economica dettagliata per i sistemi BACS.
  • Congruità tra APE (Attestato di Prestazione Energetica) e progetto.

B. Verifica Operativa (CURIT & ARPA)

È la fase ispettiva sul campo che coinvolge il Catasto Impianti Termici (CURIT) e gli uffici tecnici:

  • Controllo dell’effettiva installazione degli impianti.
  • Verifica della manutenzione ordinaria e straordinaria.
  • Coerenza dei consumi: i dati reali devono corrispondere a quelli dichiarati in fase di progetto.

4. L’Amministratore evolve in “Building Manager”

Per chi gestisce condomìni, questo scenario cambia radicalmente le responsabilità professionali. La gestione energetica diventa parte integrante della gestione condominiale:

  • Tutela Legale: La documentazione tecnica diventa uno strumento di tutela della responsabilità gestionale.
  • Digitalizzazione: Sensori, monitoraggi e sistemi BACS diventano asset fondamentali per monitorare lo stato di salute dell’edificio.
  • Valore Immobiliare: Una corretta compliance aumenta il valore di mercato degli immobili.

5. Strategia per il 2026: Non farsi trovare impreparati

Il rischio principale non è la norma in sé, ma la sottovalutazione dell’impatto dei controlli. Dal 2026, la documentazione dovrà essere rigorosa e le responsabilità saranno cristalline.

Chi vince in questo scenario?

  • Chi integra progettazione, gestione e monitoraggio.
  • Chi utilizza i dati reali per dimostrare la performance dell’edificio.
  • Chi trasforma l’obbligo normativo in un servizio a valore aggiunto per i condòmini.

Francesco Venunzio
Francesco Venunzio
Giornalista e divulgatore scientifico
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